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DESCRIZIONE
Benvenuti
Gentili ospiti, benvenuti a Matera. Vi trovate nella Casa Grotta del Vicinato, nel cuore del Sasso Caveoso, in un ambiente in gran parte scavato nella calcarenite, una roccia simile al tufo. Il vicinato è una tipica forma urbana dei Sassi: un cortile condiviso attorno al quale si affacciano più abitazioni. Era qui che nasceva e si sviluppava la vita sociale delle famiglie.
La casa grotta
Dall’ingresso potete osservare in alto la parte costruita che si addossa a quella scavata. La casa grotta è composta da un unico ambiente, che ha nella porta l’unico punto di accesso alla luce e all’aria. Una struttura semplice ed essenziale, che racconta bene le condizioni di vita di un tempo.
Il cassone del grano e il letto
In fondo alla casa, accanto al letto, si trova una grande cassa con due piccole aperture nella parte inferiore: è il cassone del grano, diviso internamente in due scomparti, uno destinato al grano per la famiglia e l’altro alla biada per gli animali. Alla sua sinistra si trova il letto matrimoniale, elemento centrale dell’arredo domestico. Il materasso era realizzato con foglie essiccate di granturco. Il letto veniva tenuto rialzato dal pavimento sia per difendersi dall’umidità, sia per utilizzare lo spazio sottostante come deposito, ma anche per lasciare posto alla chioccia con i pulcini che, insieme al mulo e agli altri animali domestici, contribuivano a riscaldare l’ambiente.
Il calore della casa e la stalla
Davanti al letto si trova il braciere, utilizzato per riscaldare l’abitazione. Alle spalle del letto si apre invece la stalla, dove sono raccolti diversi attrezzi da lavoro, come la ruota del carrettone, il bilancino che veniva agganciato al carro per il traino dei muli e la targhetta di alluminio corrispondente al bollo e alla targa del carro. La presenza degli animali all’interno della casa era una parte normale della vita quotidiana e contribuiva anche al riscaldamento dell’ambiente.
Gli oggetti del lavoro quotidiano
Sulla parete è fissato il trapano a corda, utilizzato dal cosiddetto cuci piatti per riparare piatti e altri oggetti in terracotta o ceramica. Sul piccolo tavolo al centro della casa è possibile osservare proprio un piatto riparato con questa tecnica, segno di una cultura materiale fondata sul riuso e sul recupero di ogni oggetto.
Il cantero e l’assenza di servizi
Dietro il cassone del grano si trova il cantero, il vaso da notte usato per i bisogni fisiologici. Le case grotta, infatti, non erano fornite di fogna, e questo dettaglio restituisce con immediatezza la durezza delle condizioni igieniche in cui si viveva.
La cisterna e l’acqua
A destra del cassone del grano si apre una cavità nella roccia: era una grande cisterna a campana, destinata alla raccolta dell’acqua piovana. Poiché le case grotta non disponevano di acqua corrente, la cisterna era fondamentale per la vita quotidiana. Questo sistema cominciò a cadere in disuso a partire dal 1927, con l’arrivo a Matera dell’Acquedotto Pugliese e l’installazione dei fontanili in ghisa e delle fontane pubbliche in diversi punti della città. In seguito, la cisterna venne inglobata nella casa, ampliandone lo spazio interno.
Gli attrezzi conservati nella cisterna
All’interno della cisterna sono esposti numerosi oggetti legati alla vita contadina e domestica: il rullo trebbiatore, l’aratro, il filatoio, la cassa del corredo o cassa dei panni, che conteneva il corredo portato in dote dalla moglie, e la bagnarola, una tinozza in lamiera zincata usata sia per lavare i panni sia per fare il bagno ai bambini. Fissata alla parete si trova anche la Lopa, lo strumento utilizzato per recuperare i secchi caduti nella cisterna.
La madia e il pane di Matera
Accanto alla bocca della cisterna si trova la madia, o cassa del pane, usata per conservare i generi alimentari come pane, farina e formaggi. Sulla madia è presente il tradizionale pane di Matera. La massaia impastava il pane in casa: ogni forma poteva pesare tra i 6 e i 9 chili e veniva poi portata a cuocere nei forni pubblici insieme a quella delle altre famiglie. Per riconoscere il proprio pane si utilizzava un timbro con le iniziali del capofamiglia.
La cucina e la vita domestica
In questa casa vivevano otto persone: marito, moglie e sei figli. A destra della madia si trova la tipica cucina in muratura, alimentata da un fornello a legna e due fornelli a carbonella. Su di essa sono esposti diversi utensili legati alla preparazione del cibo, come i tegami per cuocere le focacce, il canterello per la lievitazione della pasta del pane, i setacci per la farina, il grano e i legumi, e uno schiacciapatate appoggiato a terra accanto alla scala.
Lo sfollamento dei Sassi
Questa Casa Grotta è stata abitata fino al 1959. In seguito alla legge 619 del 1952, voluta da Alcide De Gasperi, circa 17.000 persone furono trasferite nei nuovi quartieri della città moderna, costruiti secondo uno specifico Piano Regolatore redatto dagli architetti Luigi Piccinato e Ludovico Quaroni. Lo sfollamento dei Sassi si svolse tra il 1952 e il 1968, seguito da un lungo periodo di abbandono. Solo nel 1986 una nuova legge avviò il risanamento conservativo di questi rioni.
Matera oggi
Oggi quasi l’80% dei rioni è proprietà del demanio, mentre la restante parte è di proprietà privata. Nel 1993 i Sassi di Matera sono stati riconosciuti Patrimonio UNESCO, soprattutto per una delle loro caratteristiche più straordinarie: il sistema di raccolta delle acque piovane. Nel 2019, Matera è stata nominata Capitale Europea della Cultura, consacrando il valore storico e culturale di questo luogo unico al mondo.
Buona visita
Per eventuali ulteriori informazioni, vi invitiamo a rivolgervi al personale addetto. Grazie per l’attenzione e buona visita alla Casa Grotta del Vicinato.